Ricognizione sul campo sinistra Adda: individuato un appostamento di mitragliatrice in roccia

Nella mattinata dell’11 gennaio 2026 Massimo ed io siamo tornati a operare sulla sinistra orografica dell’Adda, partendo dal Ponte delle Capre, con l’obiettivo di individuare e censire un appostamento di mitragliatrice in roccia appartenente alla linea arretrata rispetto a quella del Varadega.

Superato il ponte e i primi tornanti, abbiamo imboccato sulla sinistra la mulattiera comunale che attraversa l’area recintata destinata all’allevamento. La scelta del percorso non è stata casuale: dalla cartografia storica del Genio Militare l’appostamento risultava raggiungibile tramite un sentiero che si staccava da una strada più ampia in prossimità di un tornante. Il confronto con i mappali del Comune di Grosio sembrava confermare questa ipotesi.

Raggiunto il tornante, abbiamo seguito un sentierino che si staccava verso monte, pattugliando con attenzione l’area senza però ottenere riscontri. Poco più in basso abbiamo quindi individuato una mulattiera molto larga, delimitata da grandi massi, che abbiamo percorso fino alla recinzione di chiusura della zona. È probabile che questo tracciato proseguisse in direzione di Sas Alviòr, o comunque in un’area molto prossima.

Le ricerche della mattinata non hanno portato all’individuazione del manufatto. Tuttavia, la zona di ricerca risultava piuttosto circoscritta, poiché l’appostamento era allineato, secondo la carta, con altri posti noti sulla destra dell’Adda. Al termine della ricognizione abbiamo formulato un’ipotesi, che però non ci convinceva pienamente.

Durante il rientro verso la Vernuga, osservando l’area da una prospettiva più ampia, ho notato la traccia di una strada con un tornante leggermente più a sinistra rispetto a quello esplorato in mattinata, oltre alla presenza di roccioni affioranti. Questo dettaglio risultava particolarmente significativo, poiché la cartografia storica indicava l’appostamento immediatamente al di sopra di un salto roccioso.

Rientrato a casa, ho riesaminato attentamente le carte, confrontandole con una carta generale dell’intero sistema difensivo di Grosio. È emersa così una traccia che dalla centralina di Lago saliva proprio al di sopra della posizione dell’appostamento. Questo elemento ha rafforzato un’intuizione maturata già durante la mattinata, quando avevo notato un accenno di sentiero che dalla via tra la centralina e il Ponte delle Capre risaliva verso la zona delle ricerche.

Nel pomeriggio sono quindi tornato sul posto per verificare l’ipotesi. Percorrendo la strada della centralina ho individuato chiaramente la traccia del sentiero osservata dall’alto e riportata sulla carta. Allineandomi con la posizione di altri manufatti noti, ho focalizzato l’attenzione su un roccione poco sopra la strada, notando la presenza di alcuni fori sospetti.

A causa delle recinzioni, l’unico accesso possibile restava quello già percorso in mattinata. Da lì ho raggiunto un traliccio, scendendo poi leggermente lungo il sentiero e aggirando il roccione sul lato sinistro. È stato a questo punto che ho finalmente individuato l’appostamento di mitragliatrice in roccia, dotato di due feritoie di tiro, una frontale e una laterale, esattamente come indicato sulla cartografia storica.

Rilevata la posizione per la successiva georeferenziazione, ho cercato di seguire il sentiero segnalato sulla carta, percorrendo un tracciato a tratti largo e a tratti più stretto, delimitato da muri a secco, che conduce fino alle recinzioni poste poco sopra il primo tornante della strada asfaltata che sale verso il Tic Tac.

Scendendo infine lungo la strada vecchia in direzione della centralina, ho osservato il manufatto dal basso e tentato di individuare due rifugi in roccia che, secondo la carta, avrebbero dovuto trovarsi allineati con la postazione di mitragliatrice e adiacenti alla strada. Pur non riuscendo a localizzarli con certezza, la morfologia del terreno ha permesso di ipotizzarne la posizione, così come quella di un camminamento scoperto che da essi si dirigeva verso l’Adda.

Ho infine cercato anche due ulteriori manufatti di notevoli dimensioni segnalati dalla carta, senza successo. È probabile che la realizzazione della SS38 sopraelevata, unita alle frane e alle esondazioni del fiume, ne abbia causato la distruzione.

Grazie alle coordinate raccolte, torneremo comunque in questa zona con una georeferenziazione più precisa, per verificare le ipotesi formulate e completare la lettura di questo settore della linea difensiva.

Potrebbe interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *