Ricognizione sul campo: San Giacomo, Sbricone, Calandela
Nel pomeriggio del 26 agosto 2025 abbiamo svolto un’attività di ricognizione sul campo nelle località di San Giacomo, Sbricone e Calandela, all’imboccatura della Valle Grosina, con l’obiettivo di effettuare rilievi diretti e valutare il grado di accuratezza della georeferenziazione di una carta storica del Genio Militare.
In quest’area transitava infatti una linea difensiva che, partendo dalla località Menaruolo e articolata in tre tratti, si sviluppava fino al torrente Roasco, per poi risalire sulla sponda destra della valle nel territorio comunale di Grosotto.
Dopo aver lasciato l’auto all’incrocio della strada sterrata che porta in località Pozzo, abbiamo percorso in direzione valle la strada asfaltata che conduce a Fusino, superando la località Calandela. Seguendo le indicazioni della georeferenziazione – nonostante un certo scarto tra la cartografia storica e la topografia attuale – siamo riusciti a individuare un’evidente porzione in cemento del muro di contenimento del terreno verso monte. Risultando in netto contrasto con il resto del manufatto realizzato interamente in pietra, essa rappresenta un chiaro indizio del passaggio della linea difensiva verso valle.

Dopo aver effettuato i rilievi necessari e registrato le coordinate del punto, abbiamo tentato di scendere i ripidi prati sottostanti la strada carrozzabile, alla ricerca di ulteriori evidenze dei manufatti che si sviluppavano verso valle.

L’intento era quello di seguire una possibile linea verticale di collegamento addentrandoci nel bosco che, però, si è rivelato fin da subito particolarmente inospitale a causa della forte pendenza e della presenza diffusa di rovi e vegetazione spinosa. In questa zona abbiamo comunque osservato numerosi muri a secco, forse riconducibili a precedenti coltivazioni o al tracciato di una vecchia mulattiera.

Ci siamo quindi fermati per confrontare la nostra posizione sul supporto digitale con alcuni elementi presenti sulla carta storica, tra cui il tracciato di una strada ben evidente e il possibile accesso alla linea difensiva scendendo da San Giacomo in località Perat, lungo un sentiero chiaramente indicato sulla carta.

Da qui, il percorso avrebbe previsto l’imbocco di un sentiero meno marcato, con una curva ad angolo retto e una successiva risalita della valle, quasi in parallelo alla strada principale. Tuttavia, l’eccessiva chiusura del sentiero e la mancanza dell’equipaggiamento adeguato ci hanno costretti ad abbandonare l’esplorazione dopo pochi tentativi.
Abbiamo quindi deciso di spostarci verso alcuni manufatti già noti. Percorrendo la strada sterrata che conduce alla località Pozzo, abbiamo rilevato le coordinate ed effettuato controlli visivi su una serie di trincee poste sia a monte che a valle della strada. In particolare, sono stati osservate i caratteristici archi in cemento armato che fungevano da copertura alle feritoie delle trincee.

Il rientro è avvenuto scendendo lungo vari sentieri minori nei prati diSbricone, sopra Calandela, con l’intento di individuare visivamente la posizione di altri manufatti di raccordo a quelli già esaminati. Anche in questo caso l’accesso è risultato difficoltoso a causa della fitta vegetazione e della presenza di rovi. L’attività si è conclusa con soddisfazione per i rilievi effettuati e le informazioni raccolte. Rimaniamo fiduciosi di poter tornare in quest’area nei mesi più freddi, quando la ridotta presenza di vegetazione renderà i luoghi più accessibili e permetterà di proseguire le ricerche in modo più approfondito.
