Ricognizione sul campo: Sas Alviòr
Nella mattinata di sabato 13 dicembre, Alessandro, Massimo ed io ci siamo recati in località Sas Alviòr per una nuova ricognizione sul campo. Si tratta di una zona già ben conosciuta, ma che resta tra le più interessanti e ricche di manufatti dell’intera linea difensiva, grazie all’elevata concentrazione di opere e alla loro relativa vicinanza.
L’obiettivo principale della giornata non era tanto la scoperta di nuovi manufatti, quanto il rilievo preciso delle posizioni di quelli già noti, così da affinare la georeferenziazione e rendere più agevole, in futuro, la ricerca di opere segnalate dalla cartografia storica ma non ancora individuate con certezza.



La prima ispezione ha riguardato la trincea adiacente la strada carrozzabile, facilmente accessibile e sviluppata su un tratto quasi completamente pianeggiante. Il manufatto si presenta in ottime condizioni di conservazione, ben pulito e chiaramente visibile. Dopo alcune decine di metri, la trincea consente un’uscita sulla sinistra che riconduce alla mulattiera; tuttavia, il tracciato prosegue ancora per qualche metro e doveva originariamente collegarsi a un ulteriore tratto oggi non più evidente.



Nei pressi è segnalata anche la presenza di un rifugio in roccia, che però non siamo riusciti a individuare a causa della vegetazione e della profonda alterazione del paesaggio dovuta alla realizzazione della strada asfaltata.
Proseguendo la salita, dalla fine della prima trincea e sulla sinistra dell’unica casa presente in zona, si incontra una seconda trincea, orientata quasi perpendicolarmente alla precedente e chiaramente progettata per il controllo del fondovalle. Questa opera presenta alcune fessurazioni nel cemento, probabilmente dovute alla pressione del terreno e alla posizione, ma l’interno – ispezionato da Alessandro – risulta comunque in ottimo stato di conservazione.


Nelle immediate vicinanze si nota inoltre un accesso piuttosto evidente a un breve tunnel, che termina contro un muro in mattoni realizzato in epoca successiva. È verosimile che questo fosse in origine un tratto di collegamento verso un rifugio in roccia, oggi probabilmente inglobato o sostituito dalla cantina dell’abitazione sovrastante. Poco distante dovrebbe trovarsi un ulteriore rifugio in roccia, del quale abbiamo ipotizzato una possibile posizione, senza però riuscire a individuarlo con certezza a causa della vegetazione e di una piccola frana.
Successivamente abbiamo imboccato il percorso segnalato come “Sentiero delle Trincee”, raggiungendo in breve una deviazione sulla sinistra che conduce all’ingresso di un’altra trincea. Anche in questo caso lo stato di conservazione e di pulizia è eccellente, fatta eccezione per qualche accumulo di fogliame. Il tracciato interno della trincea, in leggera salita, presenta il classico andamento a zig-zag, studiato per evitare il cosiddetto tiro d’infilata.



La trincea termina con un appostamento blindato per mitragliatrice, indicato come “bunker” dalla pannellistica: un’opera di grande pregio costruttivo, caratterizzata da una copertura a doppio strato di cemento armato, con interposta una struttura lignea, concepita per aumentare la resistenza ai colpi di artiglieria.



Poco più avanti si incontra una seconda trincea molto simile, anch’essa conclusa da un appostamento blindato per mitragliatrice, a conferma dell’importanza strategica di questo settore della linea.



Ritornati sul sentiero principale, abbiamo tentato di individuare un paio di rifugi in roccia segnalati sulla cartografia storica in prossimità della strada. Il confronto tra le morfologie del terreno attuali e quelle rappresentate sulle carte ha però evidenziato una non perfetta sovrapposizione tra il tracciato odierno e quello storico. Nel bosco si intravedono comunque tracce evidenti di un vecchio percorso e un muro di sostegno che suggerisce la presenza di tornanti oggi scomparsi. A causa della fitta vegetazione, abbiamo deciso di rimandare la ricerca, confidando in una futura uscita supportata da una georeferenziazione ancora più accurata.
Continuando la risalita del sentiero, abbiamo visitato un’ulteriore trincea di sviluppo più contenuto, fino a raggiungere il punto di raccordo tra il sentiero storico e la moderna strada asfaltata. Anche qui la carta indica la presenza di un rifugio, che però non siamo riusciti a individuare, mentre è ben visibile una trincea che corre parallela a una larga mulattiera diretta verso l’Alta Valle.



Spostandoci infine verso Iròn, abbiamo visitato la cosiddetta “Crota di Iròn”, un rifugio in roccia a doppia entrata, ottimamente conservato e particolarmente significativo. Da qui siamo poi saliti fino alle baite di Iròn per rilevare le coordinate dell’evidente trincea collocata sul margine superiore dei prati, oggi attraversata da una tubazione.



Rientrati alla macchina con tutti i dati necessari, abbiamo concluso l’uscita con la consapevolezza di aver posto basi solide per le prossime esplorazioni. Le future attività partiranno proprio da questo settore, con l’obiettivo di individuare e documentare i manufatti non ancora localizzati tra Sas Alviòr e Iròn, completando così la lettura di uno dei tratti più complessi e affascinanti dell’intero sistema difensivo di Grosio.
