Ricognizione sul campo: Dosso
Nella mattinata del 9 novembre 2025 Alessandro, Massimo e io abbiamo svolto un’attività di ricognizione sul campo nella zona del Dosso di Grosio con l’obiettivo di individuare, verificare e mappare i tre appostamenti di artiglieria campale segnalati dalla cartografia storica del Genio Militare, classificati come la cosiddetta “Cannoniera della Vernuga”.
Le carte indicano la presenza di tre appostamenti in caverna, posizionati rispettivamente a Nord-Est, a Ovest e a Sud-Est del Dosso, in punti strategici per il controllo del fondovalle di Grosio e di Tiolo, Migiondo, Sortenna e Taronno, oltre che per la difesa del dosso del Castello Visconti Venosta. In quest’area risultano inoltre documentati altri manufatti minori, realizzati a protezione delle mitragliatrici e per battere d’infilata un lungo tratto del canale del Roasco.
Seguendo scrupolosamente le indicazioni fornite dalla monografia di riferimento, abbiamo percorso la strada oggi pavimentata che transita in localitàCa’ del Cap, lasciando i castelli sulla sinistra. Superata la deviazione che conduce a Grosotto, abbiamo imboccato una deviazione sulla destra che conduce alla località Dosso in prossimità dell’ampio tornante.
È apparso subito evidente come l’area abbia subito, nel tempo, un intenso sviluppo edilizio: la densità di abitazioni è oggi nettamente superiore rispetto al piccolo nucleo rappresentato nella cartografia storica. Nonostante ciò, l’indicazione di una stradina ortogonale alla principale in direzione di Grosio e una georeferenziazione sufficientemente precisa ci hanno consentito di individuare in breve tempo il primo appostamento.
Il manufatto individuato corrisponde a un appostamento di artiglieria campale in caverna. L’ingresso è oggi chiuso da un portone in legno ed è utilizzato come magazzino per attrezzi, ma la struttura originale risulta ancora chiaramente leggibile.
Dopo aver rilevato con precisione le coordinate del punto abbiamo proseguito alla ricerca del secondo appostamento che, secondo la documentazione in nostro possesso, avrebbe dovuto trovarsi pressappoco alla stessa quota altimetrica, lungo la medesima isoipsa.
Per raggiungere il secondo appostamento siamo scesi per un breve tratto lungo la strada vecchia in direzione Grosio, sino a intercettare la strada moderna, percorsa in discesa fino a incontrare una deviazione sulla destra. Lì, una stradina pendente in cemento e asfalto conduce a uno spiazzo, dal quale è stato possibile individuare l’ingresso dell’appostamento. Avvicinandoci con cautela a causa della presenza di materiale edile accumulato nei pressi dell’accesso, abbiamo esplorato l’interno della caverna.
Il manufatto presenta un primo tratto scavato nella roccia che si interrompe offrendo una parziale vista verso Grosio, per poi riprendere con una galleria più lunga, pulita e ben conservata, illuminata dalla luce proveniente dalle due cannoniere poste sul fondo.



La visuale esterna risulta oggi in parte compromessa dalla presenza di un pollaio in corrispondenza delle due cannoniere; tuttavia, è ancora chiaramente percepibile la posizione strategica dell’opera, collocata in costa e sopraelevata rispetto all’abitato di Grosio. La scoperta ha confermato in modo evidente la corrispondenza tra la cartografia storica e quanto ancora presente sul terreno.



Entusiasmati dai risultati ottenuti, abbiamo tentato di individuare anche il terzo appostamento. Nonostante diversi tentativi, la ricerca non ha dato esito positivo. Le carte che riportano questo manufatto risultano infatti piuttosto generiche e non forniscono elementi sufficientemente precisi per una localizzazione immediata.
Anche in successive uscite l’appostamento non è stato individuato, nonostante numerosi sopralluoghi in aree differenti.
Per affinare la ricerca abbiamo avviato una serie di confronti incrociati, mettendo in relazione la posizione ipotizzata della cannoniera con alcuni punti certi del territorio, in particolare l’allineamento diagonale tra le chiese storiche di San Giorgio e San Gregorio e la quota altimetrica coerente con quella delle altre due cannoniere già individuate.
Questa analisi ci ha portato a formulare un’ipotesi di localizzazione in un’area che avevamo già lambito durante la giornata del 9 novembre. La verifica definitiva di questa ipotesi potrà avvenire solo attraverso l’impiego di strumentazioni tecnologiche di maggiore precisione che permettano di confermare o smentire la posizione individuata.
L’attività si è comunque conclusa in modo estremamente positivo con l’individuazione e la documentazione di due importanti appostamenti di artiglieria e con nuovi elementi di studio utili a completare il quadro difensivo del Dosso di Grosio nelle future ricognizioni.
