LA GRANDE GUERRA A GROSIO: UN PATRIMONIO RITROVATO
Nel pomeriggio di sabato 26 settembre 2026, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio — incentrate quest’anno sul tema “Patrimonio a rischio: rivivere, resistere, re-immaginare” —, si è tenuto l’evento “La Grande Guerra a Grosio: un patrimonio ritrovato”. L’iniziativa è stata organizzata dall’Associazione Fronti Dimenticati insieme al Consorzio Turistico Media Valtellina, ente gestore di Villa Visconti Venosta, e con il patrocinio del Comune di Grosio.
Il folto programma si è aperto alle ore 15:00 con una visita guidata nel centro storico alla scoperta dei luoghi chiave del primo conflitto mondiale. La prima tappa si è svolta presso l’Infopoint di Grosio, dove sono state mostrate le carte militari reperite nell’Archivio Storico e di Cultura dell’Arma del Genio di Roma. Spostandosi verso il centro, il gruppo ha fatto sosta nell’edificio che un tempo ospitava il panificio di G. B. Gilardi: qui, un documento dell’epoca ha testimoniato come la struttura venisse utilizzata per il prelievo del pane destinato ai soldati. Giunti in Piazza del Municipio, tappa fondamentale dell’itinerario, alla descrizione architettonica e storicizzazione del Monumento è seguito un toccante momento di ricordo dedicato ai 72 caduti grosini, il più giovane dei quali aveva appena 17 anni. Poiché le loro storie personali restano ancora in gran parte sconosciute, l’Associazione Fronti Dimenticati si sta impegnando ad approfondire la ricerca d’archivio su fogli matricolari e fascicoli personali per render loro il giusto omaggio. Successivamente, la sosta alla Chiesa di San Giorgio ha permesso di riflettere sul patrimonio materiale a rischio: il simbolo di Grosio si trovava infatti a poca distanza dalla linea fortificata e sarebbe stato inevitabilmente distrutto in caso di avanzata austro-ungarica. L’itinerario si è poi concluso nel cortile di Villa Visconti Venosta, dove è stato introdotto il ruolo ricoperto durante la guerra dalla residenza nobiliare e dall’odierno Pensionato, trasformati nell’Ospedaletto 112. Per l’occasione la Villa ha parzialmente modificato il proprio aspetto: le sale interne hanno ospitato le fotografie scattate nel 1917 dal Capitano Giovanni Soika, offrendo ai visitatori un suggestivo confronto tra il prezioso allestimento attuale e quello scarno riservato alla cura dei feriti provenienti dal fronte dello Stelvio. L’esposizione di documenti inediti, tra cui le cartelle cliniche di un giovane caduto grosino e le foto dei posti di medicazione, ha consentito inoltre di approfondire diversi aspetti della medicina militare dell’epoca.
Alle ore 17:00 le attività si sono spostate presso la Sala Conferenze dell’Oratorio di Grosio per una partecipata conferenza con due relatori d’eccezione. Nel primo intervento, intitolato “Salvaguardare un patrimonio di memoria che si perde: microstorie e ricerca d’archivio”, Marco Rodigari, autore e socio fondatore di Fronti Dimenticati, ha ribadito la necessità di preservare le vicende di luoghi e persone dimenticate, presentando diversi registri ed elementi d’archivio inediti sulla guerra a Grosio e nella Villa. Successivamente, Gianpaolo
Angelini, docente dell’Università di Pavia e direttore di Villa Visconti Venosta, ha tenuto la relazione “Salvare e (ri)scoprire il patrimonio artistico in tempo di guerra”. Attraverso immagini d’epoca commentate, il docente ha mostrato le modalità con cui molte opere d’arte vennero messe in sicurezza e trasferite lontano dai teatri bellici, ampliando lo sguardo dal contesto nazionale fino agli spostamenti effettuati nelle zone locali tra le avversità della neve e le impervie vie di comunicazione.
L’ampia partecipazione alle visite, il vivo apprezzamento per la conferenza e lo stupore del pubblico nel riscoprire dettagli del paese rimasti a lungo celati hanno confermato che il titolo della giornata non era soltanto un auspicato proposito: a Grosio, il patrimonio della Grande Guerra è stato davvero ritrovato!












