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Seconda linea di resistenza della Valtellina (1915-1918)

The Valtellina Second Defensive Line

Zweite Verteidigungslinie des Veltlins

La Fortezza di Grosio

Nel territorio di Grosio, in paese e sulle montagne circostanti, sono ancora presenti numerosi manufatti della Prima guerra mondiale: trincee, camminamenti, opere difensive in cemento o scavate nella roccia. Costruite tra il 1916 e il 1918, queste strutture rappresentano una testimonianza preziosa della storia locale e del rapporto tra guerra, paesaggio e comunità. Oggi, però, molte di esse sono avvolte dalla vegetazione e minacciate dal degrado e dall’abbandono.

Il progetto La Fortezza di Grosio nasce con l’obiettivo di recuperare, mettere in sicurezza e valorizzare questo patrimonio, preservandone il significato storico e umano e rendendolo nuovamente accessibile in modo rispettoso e sostenibile. Attraverso il lavoro volontario, la ricerca storica e la collaborazione con il territorio, il progetto intende restituire questi luoghi alla collettività come spazi di memoria, conoscenza e riflessione. Le attività previste comprendono la pulizia e il recupero delle trincee e dei camminamenti, la messa in sicurezza degli accessi più critici, la realizzazione di una prima valorizzazione culturale tramite pannelli informativi e segnaletica e la promozione di percorsi fruibili a fini educativi e culturali. 

La Fortezza di Grosio vuole essere un impegno concreto per custodire il passato e trasmetterlo alle generazioni future affinché la memoria non venga dimenticata.

La Fortezza di Grosio - Bacheca

La scelta di Grosio e Grosotto per realizzare uno sbarramento difensivo è stata dettata da criteri morfologici e di strategia militare: nei pressi della frazione Tiolo la valle si fa più stretta e si prestò quindi alla costruzione di un ulteriore sistema difensivo per fermare il nemico che, proveniente dall’Alta Valtellina, avrebbe potuto aggirare la seconda linea di difesa di Le Prese attraverso la Val di Rezzalo o passando per la Val Grosina. Per questo motivo venne costruito un duplice sbarramento che sviluppandosi a monte dell’imbocco della valle omonima consentiva di bloccare una potenziale avanzata nemica da lì, congiungendosi con lo sbarramento della Valtellina a Monte Storile. Dal Monte Varadega, poi, una mulattiera militare congiungeva la linea difensiva di Grosio con la terza linea di difesa della Valcamonica (che saliva da Incudine) e con il Mortirolo.

Le tre lineee di difesa in Valtellina

Grosio fu anche un importante centro di retrovia: vi era un Ospedaletto da Campo presso Villa Visconti Venosta e l'omonimo Ospizio, un magazzino dove poter acquistare i generi alimentari per la razione dei soldati e un forno da cui veniva prelevato il pane. Inoltre due centrali idroelettriche, quella di Grosotto e quella di Grosio allora in costruzione, erano strutture fondamentali per il sistema logistico ed industriale e quindi da mascherare e proteggere dagli attacchi nemici.

Il documento più importante che descrive questo sistema fortificato è la “Monografia della seconda linea di resistenza della Valle Tellina” redatta dal Genio Militare in data 29 maggio 1917, che fornisce precise informazioni sulla descrizione del terreno, sulle funzioni, i criteri e la descrizione dell’organizzazione difensiva e resoconti sulle comunicazioni stradali, telegrafiche, telefoniche, carrarecce e sugli impianti di sollevamento d’acqua, sorgenti e cisterne.

La "Monografia della seconda linea di resistenza della Valle Tellina" *

Nei vari documenti militari ci si riferisce a questo sbarramento in vari modi: “seconda linea di difesa della Valtellina”, “seconda linea di resistenza” e, nel 1918, “terza linea di difesa”; si è deciso di utilizzare la seconda dicitura perché anche se qui non vi furono combattimenti e i soldati del Distaccamento di Grosio rimasero per poco tempo in paese, le centinaia di manufatti e le decine di chilometri di reticolati in filo spinato che costituivano la linea ben esemplificano l’idea di una resistenza ad oltranza e di una vera e propria fortezza difensiva, di cui molto si è conservato. 

Dopo la guerra i manufatti vennero in parte utilizzati dai gruppi partigiani durante la Seconda guerra mondiale e, poi, definitivamente abbandonati, inglobati dalla vegetazione o riutilizzati dalla popolazione civile. Solamente nei primi anni 2000 il Comune di Grosio promosse una prima riscoperta che ebbe come esito il contributo “Grosio e la Grande Guerra”; dopodiché ci furono solamente piccoli interventi di pulizia e manutenzione dei manufatti più conosciuti. 

Eliana e Nemo Canetta - "Grosio e la Grande Guerra"

“La Fortezza di Grosio” è un progetto promosso dall’Associazione Fronti Dimenticati e sostenuto dall'Amministrazione Comunale di Grosio per recuperare e valorizzare questo immenso patrimonio storico spesso nascosto o dimenticato, ponendo al centro le esperienze delle persone comuni, spesso giovani, che hanno attraversato quei conflitti e ne hanno lasciato traccia nel paesaggio e nella memoria collettiva. 

Memorie in trincea**

La valorizzazione consisterà nella pulizia e messa in sicurezza dei manufatti, nella realizzazione di percorsi storico-culturali e aree didattiche legate alla Grande Guerra con apposita segnaletica e pannelli informativi corredati di foto, documenti storici ed approfondimenti, promuovendo una fruizione turistico-culturale-paesaggistica sostenibile ed educativa.

* Fonte: Istituto Storico e di Cultura dell’Arma del Genio. Concessione. n. 8/2026.
Divieto di ridistribuzione e pubblicazione senza autorizzazione.
**Fonte: Elaborazione digitale tramite IA generativa (ChatGPT/OpenAI, 2025).

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