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Seconda linea di resistenza della Valtellina (1915-1918)

The Valtellina Second Defensive Line

Zweite Verteidigungslinie des Veltlins

PERCORSO-1

Il sistema delle retrovie: il forno Gilardi

IN ARRIVO 
Cominciando da domani prelevamento pane devesi effettuare Grosio presso forno Gilardi G. Battista contro rilascio regolari buoni pane come pel passato.
Gradirebbesi cenno assicurazione. 

Cap. Bonetti 

IN PARTENZA 
In risposta fonogramma relativo a prelevamento pane presso Gilardi G. Battista di Grosio si da assicurazione di adempimento. 

f.to Tenente Nobile 

Il documento storico**

Il documento testimonia il prelevamento del pane presso il forno Gilardi di Grosio. Il pane era un alimento essenziale per la dieta delle truppe, ma aveva anche altri utilizzi: in caso di attacco chimico poteva essere bagnato e avvolto in un fazzoletto per coprire le vie aeree, inoltre poteva essere barattato col nemico in cambio di tabacco. 

Buono speciale di prelevamento diretto di una razione di pane*** 

Siccome deperiva velocemente, venne sostituito da gallette a lunga conservazione e, viste le crescenti difficoltà di approvvigionamento, il Governo italiano stabilì le qualità di farine da utilizzare. 

Nella seconda immagine, invece, vi è un interessante documento che indica le quantità di viveri distribuite ai soldati, tra cui 2 hg. di carne, che veniva consumata sia fresca che in scatola (1 per razione), 150 grammi di riso e 100 di patate (350 nel '15, poi ridotte) e formaggio che, nonostante le tante attività di allevamento presenti in montagna, non era molto presente nel rancio. 

Generi acquistabili presso il magazzino di Grosio**** 

A Bormio, Grosio e Tirano vi erano poi i magazzini dove le mense ufficiali potevano acquistare vari prodotti nelle quantità indicate e secondo i prezzi stabiliti dalle Intendenze; l'ufficiale direttore di mensa firmava il buono di prelevamento ed responsabile sia della dichiarazione sul numero di conviventi alla mensa, sia di quella relativa alla fruizione della razione in natura o in contanti. 

Tra i prodotti acquistabili figurava il baccalà, da somministrare in alternativa alla carne, e il vino, che non poteva mai mancare perché favoriva la socializzazione, attenuava le paure e alleviava la nostalgia di casa. Nel caso in cui fosse mancato nei magazzini, poteva essere acquistato dal commercio nella quantità necessaria per la giornata. 

Nonostante il rigido codice di comportamento e le accortezze del caso, non era raro che si esagerasse col vino, come successo ad un soldato ricoverato presso l’Ospedale di Grosio.* 

Se volete conoscere la sua simpatica storia, raggiungete la prossima tappa del percorso e scannerizzate il QR Code! 

* Testi rielaborati da Rodigari M., “I Sogni del Soldato” (2026), pp. 19 - 84 “Cibo e Rancio”. 
**Fonte: Fondo sul Presidio di Bolladore, coll. di Leandro Togni. Fotografia gentilmente concessa da Marco Rodigari. 
***Fonte: Rodigari, M., 2026. I Sogni del Soldato: vita e logistica della Guerra Bianca tra Tirano e le vette dell’Alta Valtellina, p. 28. Bormio: Alpinia Editore. 
****Fonte: Rodigari, M., 2026. I Sogni del Soldato: vita e logistica della Guerra Bianca tra Tirano e le vette dell’Alta Valtellina, p. 80. Bormio: Alpinia Editore. 

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