Durante la Prima guerra mondiale anche la Villa Visconti Venosta fu adibita ad Ospedale da Campo. La struttura, dalla capienza di 50 posti letto, rimase operativa dal 26 maggio 1916 ad ottobre 1916 e dal febbraio 1918 al 10 novembre 1918.
Come funzionava la sanità in Alta Valtellina durante la Grande Guerra?
A ridosso delle linee difensive vi erano posti di medicazione, mentre gli ospedaletti da campo erano invece costituiti da tende ed erano il luogo in cui venivano operati i feriti più gravi. L'edificio, con l'infermeria avanzata di Bormio, il Someggiato di S. Lucia e l'Ospedaletto da campo di Tirano, costituiva il servizio sanitario del "Settore Valtellina". Un altro ospedaletto da campo era presente a Sondrio (aprile - novembre 1918); nel capoluogo, inoltre, nell’agosto 1915 era presente anche l’ospedale da guerra CRI. *
Il Corpo di Sanità Militare venne affiancato da medici della Croce Rossa, da infermieri e dalle volontarie crocerossine. La Sezione di Sanità faceva capo al Reggimento ed era suddivisa in due Reparti di Sanità comandati da un Tenente medico-chirurgo; a questi si aggiunsero i Reparti di Sanità Someggiati che avevano il compito di sgomberare i feriti dalle prime linee con ausilio di muli o cavalli.
Ancora oggi, le croci rosse dipinte in facciata e le scritte sopra le porte testimoniano questa parentesi storica dell’edificio nobiliare e ricordano i diversi utilizzi delle stanze: Farmacia, Gabinetto di Radiografia, Reparto di Medicina, Sala Operazioni, Sala di Medicazione, Locale di Disinfezione, Cucina e Lavanderia. **
Inoltre, vi sono molte foto d’epoca che mostrano interni ed esterni della Villa (e dell’Ospizio), scattate dal Capitano Giovanni Soika tra l’estate del 1916 e l’autunno del 1917 durante il suo soggiorno forzato presso l’Ospedaletto. Queste foto, raccolte nell’album “Ricordi di guerra”, sono oggi liberamente consultabili nella biglietteria della Villa.
In futuro vi è la volontà di collocare alcune di queste foto nei luoghi in cui sono state scattate per consentire al visitatore un immediato confronto tra l’elegante allestimento odierno della Villa e quello spoglio e funzionale alla cura dei soldati feriti.
Durante la Seconda guerra mondiale, invece, la Villa venne utilizzata come presidio tedesco, ma solamente per un breve periodo.
Con la visita a Villa Visconti Venosta, una tappa davvero imperdibile, si conclude il Primo Percorso del progetto “La Fortezza di Grosio”. Da qui, in futuro, verranno sviluppati altri due itinerari paesani e di facile accessibilità, arricchiti da fotografie d’epoca, documenti storici e aneddoti, a testimonianza del fondamentale ruolo che il paese di Grosio ha rivestito durante questa drammatica pagina di storia.
*Fonte: Rodigari, M. (2024), “Tracce di Storia”, p. 180
**Fonte: villaviscontivenosta.it
***Fonte: Archivio Stefano Zazzi
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Iniziativa patrocinata e sostenuta dalla Provincia di Sondrio