Come si può vedere la carta storica, lo schizzo n.4 allegato alla Monografia di descrizione della linea di resistenza di Grosio, l’area è caratterizzata da tantissimi manufatti molto eterogenei: trincee blindate, camminamenti coperti e scoperti, infermieria, sala ufficiali, ricoveri in caverna, due ricoveri per truppe di grande capienza e latrina, oltre a tanto filo spinato che si è conservato.
Tutta questa zona, ma in particolare la zona di Sas Alvior dove si trova l’appostamento blindato per mitragliatrice inserito in foto, è una delle più interessanti dal punto di vista storico-militare di tutta la Valltellina: nella pubblicazione Grosio e Grande Guerra l’autore ricorda la visita di alcuni membri del Museo di Caporetto/Kobarid che definirono questa zona di facile accessibilità “un vero tesoro, da trasformare senz’altro in un parco storico militare”.
L’area era particolarmente fortificata perché presidiava il ponte di Grosio, localmente conosciuto come Ponte dell’Impresario, un punto strategicalmente molto importante perché solo da qui l’esercito austro-ungarico avrebbe potuto passare in forze numerose. In caso di necessità, il Ponte sarebbe stato fatto saltare applicando l’esplosivo (gelatina depositata nella polveriera di Grosio) agli elementi in ferro.
In questa zona, inoltre, passavano anche due canali molto importanti per l’approvviggionamento energetico che alimentavano le centrali di proprietà del Comune di Milano di Grosotto, costruita nel 1913 -14 e quella più antica di Grosio, ancora oggi visibile e all’epoca in costruzione. Siccome aveva la tubatura ed il fabbricato nelle adiacenze della linea per la sua edificazione vennero imposte al Comune meneghino limitazioni d’altezza dell’edificio, il mascheramento della conduttura, del canale e molte altre modalità di costruzione. utilizzata come camminamento scoperto per i soldati. Entrambi i canali delle centrali vennero protetti da manufatti posti nelle vicinanze e quello di Grosotto, essendo in parte copeto e in parte di in galleria e di sezione facilmente percorribile, era utilizzabile anche come camminamento.
L’Associazione Fronti Dimenticati si sta impegnando per valorizzare l’area con l’intento, in futuro, di creare una zona didattica e di memoria della Prima guerra mondiale continuando l’opera già iniziata di ricerca, censimento, pulizia e recupero dei tanti manufatti presenti.
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