Il Monumento ai Caduti di Grosio venne realizzato su progetto dello scultore pugliese Nicola Fiore ed è costituito da un obelisco in granito, opera di tagliapietre locali. L’obelisco è poi ornato da personaggi bronzei scolpiti dallo stesso Fiore nel 1924 e fusi dalla celebre fonderia locale Pruneri. Per quella speciale occasione, nel 1926, la fonderia riaccese i forni per la prima volta dopo la guerra, alla presenza di Sua altezza Reale il Principe Ereditario di Piemonte. Il Comune di Grosio ha voluto onorare i caduti e i dispersi della Grande Guerra incidendone i nomi sulle due lapidi poste a lato della statua del soldato morente. Ai 66 nomi iscritti se ne devono aggiungere altri 6, tra cui 2 giovani operai del Genio Militare per un totale di 72 caduti.
Alla cerimonia di inaugurazione, intrisa della retorica del regime fascista, presenziarono anche l’allora vescovo di Como Alessandro Macchi e l’on. Eugenio Morelli. Successivamente, quale segno di universalità, alla struttura più antica è stato aggiunto un altro piccolo monumento dedicato ai caduti di tutte le guerre sino al 1945.
Il Monumento ai Caduti rappresenta il punto di partenza del Percorso numero 1, ma costituisce anche il cuore simbolico di tutto il progetto della "Fortezza di Grosio". L’Associazione Fronti Dimenticati, promotrice dell’iniziativa, vuole ricordare tutti i caduti grosini e non solo, raccontando le loro storie di coraggio e sacrificio nelle trincee e nei manufatti militari presenti sul territorio, a partire dalla Galleria-ricovero, seconda tappa dell’itinerario e allestita a scopo commemorativo.
* Fonte: Movio Beni Culturali
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Iniziativa patrocinata e sostenuta dalla Provincia di Sondrio